Obiettivi
L'Ateneo è chiamato oggi ad operare in un contesto segnato da profondi cambiamenti demografici, sociali ed economici. In questo scenario, una visione chiara e la capacità di programmare sono condizioni essenziali per governare il cambiamento, consolidare i risultati raggiunti e creare nuove opportunità di sviluppo.
La componente finanziaria non rappresenta un mero adempimento tecnico, ma una leva strategica per uno sviluppo consapevole, condiviso e partecipato. Una gestione responsabile delle risorse costituisce la premessa necessaria per investire nelle persone, rafforzare la didattica, sostenere la ricerca, promuovere l'internazionalizzazione e garantire servizi alle studentesse e agli studenti.
La nostra Università dispone di basi solide, di una consolidata cultura della programmazione e di un efficace sistema di monitoraggio. Il prossimo mandato dovrà valorizzare questo patrimonio, rafforzando l'integrazione tra pianificazione strategica, politiche del personale, capacità di investimento e monitoraggio dei risultati. È una precisa responsabilità istituzionale, oltre che un'opportunità di ulteriore crescita.
In un quadro nazionale sempre più esigente sul piano della sostenibilità e della capacità competitiva, la qualità della gestione rappresenta per l'Università una condizione decisiva per sostenere la crescita e garantire la sua funzione pubblica nel territorio. La sostenibilità economico-finanziaria, la qualità accademica, l'innovazione organizzativa e la capacità di generare valore pubblico vanno considerate dimensioni complementari di un'unica strategia di sviluppo, per governare il cambiamento anziché subirlo.
Programmare significa scegliere il futuro dell'Ateneo con responsabilità, trasparenza e visione.
Principi
- Un ciclo di programmazione integrato. Il bilancio di previsione annuale e triennale deve tradurre il piano strategico di Ateneo in un unico ciclo di governo, fondato sulla coerenza tra obiettivi strategici, risorse assegnate, risultati concreti e responsabilità organizzative, in cui le decisioni sono accompagnate da una valutazione preventiva degli impatti economici e della sostenibilità nel medio periodo.
- Il governo della spesa corrente. La tutela dell’equilibrio non può tradursi in politiche lineari di contenimento dei costi, ma deve fondarsi su una revisione continuativa della spesa. Le risorse vanno orientate prioritariamente verso le attività che generano maggiore valore: didattica, ricerca, internazionalizzazione, transizione digitale, servizi alle studentesse e agli studenti.
- La programmazione del personale. Il reclutamento del personale deve rispondere ai fabbisogni reali delle strutture, favorire il ricambio generazionale e sostenere gli obiettivi strategici dell'Ateneo, con una politica mirata, trasparente e programmata.
- I finanziamenti esterni. L'Ateneo deve ridurre la dipendenza relativa dal solo finanziamento ministeriale ordinario, aumentando la capacità di attrazione di risorse competitive, le attività di terza missione, le relazioni istituzionali, anche attraverso programmi di sviluppo credibili basati su una progettualità concreta di lungo periodo.
- Gli strumenti di controllo. La programmazione va affiancata dal rafforzamento degli strumenti di controllo e rendicontazione, per misurare i risultati, correggere le criticità e sostenere il funzionamento amministrativo.
Azioni proposte
Programmare per crescere
- Assumere la programmazione come metodo ordinario di governo, per tradurre gli obiettivi politici in azioni concrete, condivise e verificabili.
Integrare bilancio e strategia
- Collegare in modo sistematico la pianificazione strategica alle scelte finanziarie e organizzative, garantendo coerenza con le priorità istituzionali e con la sostenibilità nel medio periodo.
Qualificare la spesa corrente
- Superare la logica di contenimento indistinto della spesa e orientare progressivamente le risorse verso gli ambiti strategici: personale, didattica, ricerca, internazionalizzazione, digitalizzazione e servizi alle studentesse e agli studenti.
Programmare il personale con criteri di sostenibilità
- Definire politiche di reclutamento e di valorizzazione del personale fondate sui fabbisogni reali, sugli obiettivi strategici di sviluppo e sugli equilibri economico-finanziari di medio periodo.
Rafforzare le entrate esterne
- Aumentare le fonti di finanziamento, potenziando il supporto alla partecipazione ai bandi e ai programmi competitivi, favorendo l'attrazione di investimenti privati, incrementando le attività di terza missione e le relazioni con il territorio, sviluppando la capacità di presentare progetti strutturati di lungo periodo, valutando anche la possibilità di creare un fondo regionale per le Università sarde.
Potenziare controllo e reporting.
- Consolidare un sistema di monitoraggio e rendicontazione capace di leggere gli scostamenti e di integrare bilancio, performance e sostenibilità, di valutare l'efficacia delle politiche adottate e di orientare le decisioni future.
Rafforzare qualità e valutazione.
- Diffondere la cultura della qualità e della valutazione, sviluppando il processo continuo di monitoraggio e accompagnamento dei processi e rafforzando il ruolo del Presidio di Qualità e del Nucleo di Valutazione.