Prima del programma,
i valori e i principi.
Proposte per governare il cambiamento e programmare il futuro
«L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento»
(Art. 33, comma 1, Cost.)
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I.
Conoscenza
Per un’Università che sia davvero «sede primaria di libera ricerca e di libera formazione e luogo di apprendimento ed elaborazione critica delle conoscenze, combinando in modo organico ricerca e didattica, per il progresso culturale, civile ed economico» (Articolo 1 della legge 240/2010), per affrontare la sfida culturale e vincere l’urgenza educativa, che costituiscono oggi la prima vera emergenza nella nostra realtà regionale.
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II.
Autonomia
Per un’Università che eserciti appieno la propria autonomia didattica e scientifica, funzionale e organizzativa, finanziaria e contabile, perché «le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi» (Art. 33, co. 6, Cost.), e compia passi decisi nell’adozione di nuovi modelli di gestione, riconoscendo anche al proprio interno ampi margini di autonomia alle strutture dipartimentali ed ai centri di ricerca.
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III.
Indipendenza
Per un’Università capace di riaffermare la propria libertà e in grado di valorizzare la propria unicità, perché «l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento» (Art. 33, co. 6, Cost.), attenta ai bisogni socioeconomici del territorio e pronta a rispondere alle necessità del momento storico, nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali e delle relative responsabilità, con lo sguardo rivolto al futuro in una prospettiva di sviluppo internazionale.
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IV.
Collegialità
Per un’Università che riconosca il valore del confronto come metodo nella programmazione del proprio futuro e faccia della condivisione delle scelte il principio cardine sul quale orientare la trasformazione e guidare i processi decisionali ad ogni livello, nel rispetto delle funzioni assegnate dallo Statuto di autonomia. Un’Università capace di valorizzare le diverse competenze scientifiche presenti in Ateneo, favorire l’affermarsi di forme nuove di ragionamento, garantire la possibilità di sperimentare nuovi linguaggi, concetti e metodi, e trarre valore dalla contaminazione dei saperi.
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V.
Responsabilità
Per un’Università consapevole del proprio ruolo, attenta all’ascolto dei bisogni individuali e collettivi, capace di offrire sostegno concreto allo sviluppo della società civile e di favorire la crescita culturale, economica e sociale delle comunità anche attraverso il forte radicamento sul territorio regionale, riconoscente verso chi ne sostiene la missione e l’impegno in favore della collettività, impegnata nel superamento delle diseguaglianze e nel favorire un sistema integrato di politiche di sviluppo in grado di attrarre investimenti grazie ad una visione strategica chiara e condivisa.
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VI.
Inclusione
Per un’Università capace di accogliere tutte e tutti, attenta ai bisogni individuali ed alla condizione personale di ciascuna e di ciascuno, che mette al centro la dignità della persona e promuove la salute globale e il benessere lavorativo, del personale docente e ricercatore, tecnico amministrativo bibliotecario e linguistico, delle studentesse e degli studenti, delle dottorande e dei dottorandi, delle specializzande e degli specializzandi. Un ecosistema universitario che accolga, accompagni, protegga e valorizzi ognuna e ognuno, come parte integrante del percorso di crescita personale, accademica e lavorativa, anche attraverso servizi innovativi e di qualità, per un’inclusione intesa come processo che valorizza tutte e tutti con un’attenzione particolare sia per coloro che faticano di più nell’apprendimento, sia per quanti abbiano particolari talenti da riconoscere e valorizzare. Un Ateneo che garantisca il diritto alla formazione superiore, offrendo accoglienza, assistenza e sostegno secondo le caratteristiche individuali e le specificità di ciascuna e ciascuno, riducendo le barriere all’accesso e favorendo la crescita individuale nella prospettiva di una piena realizzazione della persona, perché davvero nessuna e nessuno si senta escluso o resti indietro.
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VII.
Internazionalità
Per un’Università capace di aprirsi al mondo e di presentarsi come punto di riferimento nello scenario globale per l’elevata qualità della ricerca, l’alto livello della formazione, l’ampia offerta di servizi e l’impegno concreto nello sviluppo di progetti in favore della società civile e della realtà economica, consolidando i rapporti con le istituzioni locali e nazionali, rafforzando accordi e scambi internazionali per attrarre nuove allieve e nuovi allievi e favorendo l’accoglienza delle persone interessate e disponibili a condividere una prospettiva di crescita. In questa prospettiva, l’Ateneo è chiamato a rafforzare il proprio posizionamento nel panorama nazionale, europeo ed internazionale, valorizzando appieno le proprie eccellenze scientifiche e le specificità culturali e consolidando la capacità di attrarre relazioni, progettualità e opportunità di collaborazione. L’internazionalizzazione non rappresenta soltanto un obiettivo strategico, ma una dimensione costitutiva di un’Università che intende essere luogo di confronto tra culture eterogenee, esperienze diverse e saperi differenti.
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VIII.
Sostenibilità
Per un’Università capace di garantire il futuro delle giovani generazioni, di offrire opportunità concrete a chi è impegnato nella carriera accademica, di assicurare il benessere lavorativo del personale docente e ricercatore, tecnico-amministrativo e bibliotecario, e delle studentesse e degli studenti, di intervenire per proteggere l’ambiente, di accompagnare il cambiamento sociale e di favorire lo sviluppo economico. Un Ateneo che consideri la qualità e l’assicurazione della qualità non come un adempimento formale, ma come un processo continuo di miglioramento, partecipazione e responsabilità condivisa. Un’Università capace di governare la transizione digitale ed in grado di affrontare le sfide della contemporaneità, offrendo servizi avanzati alle allieve ed agli allievi, sperimentando nuove forme didattiche e di ricerca, e proponendo metodologie innovative di lavoro al personale docente e ricercatore, tecnico amministrativo bibliotecario e linguistico.
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IX.
Parità
Per un’Università che sappia garantire la parità, accogliendo e valorizzando le differenze, a cominciare da quelle di genere, riconoscendone le potenzialità trasformative e politiche. Ciò avviene a partire dalla capacità di assicurare nell’ambito del lavoro pubblico parità e pari opportunità di genere, garantendo il contrasto a qualunque forma di violenza morale o psicologica e di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua. Ciò significa valorizzare la cultura del rispetto e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, estendendo la garanzia contro ogni forma di discriminazione alla formazione, alle progressioni di carriera e alla sicurezza, che tutela il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, per garantire il miglioramento dell’organizzazione del lavoro e una maggiore efficienza delle prestazioni lavorative nel rispetto dei principi di pari opportunità, benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni e al mobbing.
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X.
Cura
Per un’Università che sappia misurare le proprie pratiche politiche sull’etica della cura, a partire dalle relazioni lavorative, dall’attenzione per le persone e per il contesto. Inteso come ascolto, interlocuzione e reale interesse per tutti i soggetti in gioco, l’esercizio della cura fa la differenza nella ricerca scientifica, nella didattica universitaria, così come nell’esperienza accademica e nelle ricadute sociali.