Obiettivi
La conclusione è in realtà il segno di un nuovo inizio. L'ultima delle proposte è in realtà la prima. La conclusione di questo programma coincide con il suo punto di partenza. Ogni scelta di governo, ogni progetto e ogni investimento acquistano significato solo se contribuiscono a migliorare la vita delle persone che studiano, lavorano, insegnano e fanno ricerca nella nostra Università.
Ripartire dalle persone significa recuperare il significato autentico del nostro impegno. Aderiamo ad un Ateneo che sappia misurare le proprie pratiche politiche sull'etica della cura, a partire dalle relazioni lavorative, dall'attenzione per le persone e dal rapporto con la comunità. Inteso come ascolto e reale interesse per tutte e per tutti, l'esercizio della cura fa la differenza nella ricerca scientifica, nella didattica universitaria, così come nelle ricadute sociali dell'esperienza accademica.
Curarsi di qualcuno significa riconoscerlo come portatore di una storia, di bisogni e di possibilità che non coincidono con i tuoi. È, in fondo, un atto di umiltà: ammettere che non posso capire la realtà dell'istituzione senza passare attraverso la realtà delle persone che la abitano. L'Università non è un'entità astratta, ma è fatta di studentesse e studenti in difficoltà con un esame, di personale tecnico amministrativo bibliotecario e linguistico spesso invisibile, di ricercatrici e ricercatori precari che inseguono una vocazione, di docenti che cercano senso nel loro lavoro quotidiano.
Prendersi cura non significa esaudire ogni desiderio, ma implica la responsabilità di farsi carico delle conseguenze delle proprie scelte sugli altri. Un Rettore che si prende cura è un Rettore che anzitutto esercita la capacità di ascolto e che si chiede, prima di ogni decisione: chi viene toccato da questa scelta? Chi rischia di essere lasciato indietro? In altre parole: cosa posso fare per te?
Ogni persona conta. Ogni decisione parte da qui.
Principi
- L'ascolto come atto politico. Ascoltare non è un gesto di cortesia. Chi governa non detiene il monopolio della conoscenza su ciò di cui l'istituzione ha bisogno. Ogni voce, anche scomoda, anche marginale, porta informazioni da valutare. -- Promuovere un confronto continuo con tutte le componenti della comunità universitaria, riconoscendo il valore di ogni esperienza e di ogni punto di vista.
- La diversità come ricchezza, non come complicazione. Persone diverse hanno esigenze diverse, linguaggi diversi, tempi diversi. La cura valorizza la differenza come fonte di intelligenza collettiva. -- Rimuovere le barriere che limitano la piena partecipazione alla vita universitaria e valorizzare le differenze come risorsa per la crescita collettiva.
- Ascolto e servizio. Le decisioni non cadono dall'alto ma si fondano su relazioni di fiducia, promozione dell'equità e scelte improntate ad integrità, imparzialità, trasparenza e responsabilità. -- Promuovere relazioni fondate sul rispetto reciproco, sulla collaborazione e sulla consapevolezza che il benessere della comunità dipende dall'impegno di tutte e tutti.
- La responsabilità come continuità. Prendersi cura significa anche non abbandonare. Le politiche avviate vanno seguite, verificate, aggiustate. La cura è incompatibile con l'annuncio fine a sé stesso. -- Assumere decisioni motivate, comprensibili e coerenti con i valori dell'Ateneo, rendendo conto dei risultati raggiunti.
- L'inclusione come processo attivo. Non un semplice principio, ma un'azione concreta di rimozione delle barriere culturali e sociali, ma anche materiali e organizzative, che possono ostacolare la partecipazione alla comunità universitaria, valorizzando le differenze come risorsa per la collettività. -- Garantire sostegno e accompagnamento alle persone e ai gruppi, specie a quelli che sono in condizioni di maggiore difficoltà, fragilità o vulnerabilità.
Azioni proposte
Ascolto strutturato, non episodico
- Istituire momenti regolari e accessibili di confronto con le diverse componenti della comunità universitaria -- Non solo con le rappresentanze formali, ma anche con chi normalmente non ha voce nei processi decisionali.
Monitorare bisogni e aspettative
- Realizzare periodicamente una ricognizione partecipata delle principali esigenze della comunità accademica -- Orientare su di esse le priorità di governo, prestando attenzione anzitutto alle esigenze personali e familiari.
Decisioni trasparenti e motivate
- Ogni scelta rilevante va accompagnata da una spiegazione del "perché" -- Accompagnare le scelte più rilevanti con una comunicazione chiara delle motivazioni, degli obiettivi e degli effetti.
Attenzione alle fragilità
- Identificare le componenti della comunità universitaria più esposte e costruire politiche dedicate, non residuali -- Sviluppare servizi e strumenti dedicati alle persone in situazioni di fragilità, disagio o svantaggio.
Un Ufficio di Ateneo per le disabilità
- Strutturare un ufficio dedicato ad accompagnare le studentesse e gli studenti con bisogni educativi speciali. Garantire accoglienza e orientamento, sostegno personalizzato, accessibilità didattica e tecnologica, adattamento delle prove, supporto logistico e assistenziale, promozione dell'inclusione.
Promuovere l'equilibrio di genere
- Adottare azioni positive per promuovere l’equilibrio di genere nell'accesso al lavoro, nelle carriere accademiche, nei processi decisionali, nella ricerca scientifica e nell’innovazione dei processi -- Valorizzare le azioni del Comitato Unico di Garanzia (CUG), dare concretezza al Gender Equality Plan (GEP), sostenere il centro A.R.G.IN.O.
Valutare l'impatto delle politiche di Ateneo
- Prevedere momenti in cui la comunità possa valutare se le politiche avviate hanno davvero risposto ai bisogni dichiarati. Valutare la coerenza tra valori dichiarati e azioni concrete, nella trasparenza delle decisioni, nell'onestà intellettuale e nella capacità di assumere le conseguenze -- Questo perché la cura si verifica nell'esito, non solo nell'intenzione.
Dal codice etico al comportamento etico
- Favorire concretamente l'agire secondo correttezza, responsabilità e rispetto, orientando le scelte al bene comune e alla tutela della dignità delle persone. Garantire il rispetto delle regole oltre la semplice osservanza formale delle norme. -- Promuovere una cultura dell'etica pubblica.