Obiettivi
Il ritardo culturale è una delle principali sfide della nostra Regione. I problemi sociali, le difficoltà economiche, l'arretratezza dei territori e il disagio che spesso si avverte nelle nostre Comunità sono anche conseguenza della condizione in cui versa il nostro sistema della formazione. La 'glaciazione demografica' e i recenti risultati delle prove INVALSI prefigurano poi studentesse e studenti locali sempre meno numerosi e preparati
Troppi sardi non scelgono l'Università o scelgono di andare via anche quando potrebbero restare. Non è un destino: è un problema che si deve affrontare. L'Ateneo che vogliamo non è soltanto un luogo dove si consegue un titolo. È uno spazio di relazione in cui si impara a imparare, un percorso non un punto d'arrivo.
L’aumento degli abbandoni, il ritardo nel conseguire il titolo, il basso numero di laureati, la crescente competizione tra Atenei, il previsto calo demografico rendono necessario investire in un modello formativo capace di mettere realmente al centro le studentesse e gli studenti, accompagnandoli dall'orientamento in ingresso all’inserimento nel mondo del lavoro.
Dobbiamo essere onesti: la nostra didattica va profondamente rigenerata, nella proposta, nei contenuti e nelle modalità, in presenza e telematica. È fondamentale adeguare i contenuti per affrontare il cambiamento, migliorare la qualità dell'apprendimento per arginare il fenomeno degli abbandoni, garantire il completamento degli studi con corsi magistrali per evitare la migrazione dei nostri laureati, internazionalizzare con decisione per essere attrattivi.
Vogliamo che le sarde e i sardi scelgano di restare; che le straniere e gli stranieri scelgano di venire; che le lavoratrici e i lavoratori ci scelgano per aggiornarsi; che chi è senza occupazione ci scelga per avere una nuova opportunità. Sassari si sceglie. Facciamo in modo che valga la pena sceglierla.
Perché non esiste vera eccellenza accademica senza qualità dell'esperienza studentesca.
Principi
- Centralità della persona. La didattica è orientata all'apprendimento, all'autonomia, alla partecipazione e alla crescita personale.
- Diritto allo studio e inclusione. Ogni studentessa e ogni studente devono poter accedere e partecipare pienamente alla vita universitaria, a prescindere dalle condizioni economiche, sociali o personali.
- Qualità come standard di sistema. La qualità della didattica è una responsabilità condivisa e un obiettivo strutturale dell'Ateneo.
- Innovazione metodologica e tecnologica. La didattica adotta approcci aggiornati e un uso intelligente delle nuove tecnologie e degli strumenti digitali, per migliorare l'apprendimento e l'accessibilità.
- Integrazione tra ricerca, didattica e territorio. La didattica connette ricerca e territorio, rende le studentesse e gli studenti protagonisti di processi di conoscenza e innovazione che rispondono a sfide reali.
- Responsabilizzazione e partecipazione degli studenti. Il corpo studentesco è parte attiva nei percorsi e nei servizi, promuovendo autonomia, cittadinanza accademica e responsabilità.
- Sostenibilità e continuità dei percorsi. L'Ateneo riduce frammentazione, abbandono e dispersione, valorizza percorsi stabili e coerenti tra scuola, università e mondo del lavoro.
- Apertura internazionale. La dimensione internazionale costituisce una componente essenziale della qualità formativa e dell'attrattività dell'Ateneo.
Azioni proposte
Rigenerazione dell'offerta formativa
- Razionalizzare e aggiornare periodicamente i corsi di studio, rafforzando qualità e coerenza con i bisogni della società, garantendo continuità tra lauree triennali e magistrali, favorendo doppie lauree.
- Spostare il focus dall'insegnamento all'apprendimento, potenziando modalità didattiche innovative che rendano lo studente più attivo, coinvolto e responsabile dell'apprendimento.
- Arginare il fenomeno degli abbandoni dopo il primo anno che, insieme al previsto calo demografico, pregiudica il numero complessivo degli iscritti.
- Favorire la prosecuzione degli studi per le laureate e i laureati che scelgono di restare, sostenendo le iscrizioni alle lauree magistrali del nostro Ateneo.
- Creare un sistema regionale dell'alta formazione, per rafforzare il ruolo sociale e di servizio al territorio, rivedendo anche le iniziative già presenti presso i Poli decentrati.
- Promuovere una digitalizzazione intelligente ed integrativa della didattica, con l'introduzione di tecnologie avanzate per rendere l'insegnamento più efficace, accessibile e orientato ai bisogni.
- Introdurre corsi di studio in modalità telematica in alcuni ambiti specifici, per rispondere alle richieste presenti e intercettare nuovi segmenti di domanda.
- Rafforzare la centralità della didattica introducendo incentivi legati alla valutazione della qualità dell'insegnamento e al riconoscimento dell'impegno.
- Favorire i percorsi di formazione dei formatori, specie al momento dell'accesso al sistema universitario del personale docente e ricercatore.
Migliorare la qualità della vita studentesca
- Sostenere il benessere psicologico, relazionale e materiale, attraverso il potenziamento dei servizi anche a livello dipartimentale.
- Aumentare gli spazi dedicati (biblioteche, aule, sale studio e aree comuni) e gli ambienti di apprendimento, incontro e partecipazione per rendere l'ambiente più inclusivo ed accogliente.
- Potenziare la collaborazione con gli attori istituzionali (ERSU, Regione Sardegna, enti locali) per migliorare i servizi (abitativi, ristorativi e di trasporto).
- Investire nello student housing (campus diffuso in città, campus residenziali, studentati e residenze integrate con servizi formativi) per accrescere attrattività, internazionalizzazione, qualità della vita e senso di appartenenza.
Rafforzare partecipazione e cittadinanza accademica
- Introdurre premialità, incentivi e riconoscimenti, per sostenere il talento e l'impegno anche con l'accesso privilegiato a percorsi post-laurea di elevato valore.
- Favorire una maggiore autonomia nella costruzione del proprio percorso di studio (insegnamenti opzionali, micro credenziali, attività interdisciplinari, esperienze esterne).
- Rafforzare responsabilità e partecipazione con tavoli permanenti di co-progettazione di servizi e iniziative e forme di autovalutazione per monitorare l'apprendimento.
- Rafforzare il ruolo sociale e il senso di appartenenza dell'Ateneo con eventi pubblici di valorizzazione delle laureate e dei laureati.
- Rafforzare l'inclusione, l'autonomia e la partecipazione, coinvolgendo studentesse e studenti con disabilità e fragilità nei processi decisionali e nella progettazione dei servizi.
Creazione di una filiera educativa regionale
- Costruire un rapporto stabile e strutturato tra scuola e università con reti permanenti di collaborazione, referenti universitari, progettazione comune delle competenze, didattica condivisa (corsi ponte, summer school, MOOC, orientamento).
- Investire sull'orientamento in uscita e sul placement come leva strategica di miglioramento della didattica, anche con l'uso dei dati occupazionali.
- Prevedere il coinvolgimento strutturale degli attori territoriali, di imprese e istituzioni, oltre che degli Alumni nella riprogettazione dei corsi e nel placement.
- Consolidare i percorsi di apprendimento permanente (con corsi professionali, microcredenziali, didattica digitale, collaborazioni esterne), per rispondere ai bisogni formativi della società e del territorio.
Internazionalizzare la formazione
- Ampliare l'offerta di insegnamenti e corsi in lingua inglese, estendere la partecipazione a reti accademiche e investire nell'orientamento tramite consorzi specializzati.
- Incrementare l'offerta di doppi titoli e dottorati internazionali con contributi dedicati e borse di studio, assicurando i servizi necessari.
- Attivare uno sportello internazionale per il supporto amministrativo e burocratico (visti, permessi di soggiorno, alloggi, iscrizioni, sanità, fiscalità) e favorire i servizi per docenti, personale, studentesse e studenti stranieri.
- Investire nella formazione linguistica del personale e diffondere l'uso dell'inglese nei servizi, nelle piattaforme digitali, nella documentazione e nella comunicazione istituzionale.
- Prevedere un più ampio rafforzamento dell’offerta linguistica dell’Ateneo, sia attraverso il potenziamento dell’inglese sia mediante l’ampliamento dello studio di altre lingue strategiche, comprese quelle extraeuropee (arabo, cinese, altre).